Mobili

Un importante intervento di restauro si è avviato nell’estate 2016, con fondi del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, sugli elementi più pregiati del mobilio antico tuttora conservato all’interno dell’Albergo dei Poveri.

In questo complesso spiccano, per età e qualità esecutiva, due monumentali armadi in legno di noce intagliato e scolpito. Databili intorno alla fine del Cinquecento, o tutt’al più agli inizi del secolo successivo, i due mobili  hanno sempre goduto di notevole considerazione nell’ambito degli studi condotti sull’arredo ligure: li troviamo illustrati sullo “storico” repertorio di Giuseppe Morazzoni (Il mobile genovese, Milano, Luigi Alfieri, 1949) e, in anni più recenti, sulla monografia di Alvar González-Palacios (Il mobile in Liguria, Genova, Sagep, 1996).

Pur non rientrando propriamente nella produzione delle cosiddette suppellettili “a bambocci”, i due mobili dell’Albergo si possono mettere in rapporto con  quella bizzarra corrente espressionistica che a partire dalla seconda metà del Cinquecento “distorce, enfatizza o ingigantisce la forma”, incontrando a Genova un notevole successo.
La decorazione plastica, nel nostro caso, si inserisce con una certa sobrietà nell’architettura di gusto classicheggiante, distribuendo nei registri superiori erme angeliche e mascheroni.
Le vigorose teste di turco impiegate come sostegni sembrano invece riconnettersi a un’imagerie più antica, di stampo addirittura medievale.

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